Mario Paolo Samuele Gozzelino
Così parlò Hahnemann

Titolo Così parlò Hahnemann
L’Omeopatia per liberi pensatori
Autore Mario Paolo Samuele Gozzelino
Genere Saggistica      
Pubblicata il 22/04/2010
Visite 10225
Scritta il 22/04/2010 15:04:15  
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Fuori Collana  N.  3037
ISBN 9788873882855
Pagine 144
Prezzo Libro 13,00 € PayPal

Versione Ebook

ISBN EBook 9788873885016
Prezzo eBook 4,99 €

La medicina omeopatica può curare ogni persona, riportandola allo stato di salute che ha perso, agendo energeticamente sulla matrix biologica.

Talvolta ciò rappresenta l’inizio di un percorso che idealmente porta alla creazione dell’Übermensch  (OLTREUOMO,  SUPERUOMO) che ha una sola qualità:

È INNOCENTE proprio come lo è un bambino appena nato.

Ed è totalmente LIBERO da qualsiasi peso: sia da quello delle ricchezze che da quello della conoscenza, della virtù o della santità.

Egli ha il cielo intero a sua  disposizione, perché NON HA PESO e può volare fino alla stella più remota.

L’esistenza intera diventa il suo territorio.

Niente gli APPARTIENE, ma in un certo senso tutto appartiene a lui, tuttavia non è possessivo.

Egli è come un LIBRO APERTO.

NON SI VANTA, è colmo di GIOIA come i fiori, i fiumi, gli uccelli, una gioia che non costa nulla poiché hanno valore solo le cose che non hanno prezzo.

Egli NON È STATO CONTAMINATO dall’astuzia, dalla diplomazia e dalla politica, è puro, limpido. Il suo AMORE sconfinato e aperto è per tutti.

Lascerà al lettore un importante spunto di riflessione.

PREFAZIONE

 

Questo libro tratta di medicina omeopatica e di filosofia nietzschiana; il singolare accostamento costituisce una nuova chiave di lettura per comprendere Hahnemann e la sua dottrina.

 

Nel corso degli anni di studio dell’“arte del guarire” e dell’insegnamento, ho avuto modo di approfondire numerose visioni di questa materia ed acquisire variegate e disparate interpretazioni della dottrina, che dividono, a tutt’oggi, il mondo dei cultori omeopatici.

 

L’intento è dunque quello di chiarire come si possa, senza invocare alcuna trascendenza, spiegare l’esistenza di un’opportunità di modificare in modo rapido, dolce, definitivo l’eventuale deficit dell’energia vitale che ci permea. In definitiva, fare un salto di qualità nella nostra vita grazie a questo tipo di terapia.

 

Attuerò questo proposito attraverso un cammino che parte da Samuel Hahnemann, e dalla sua visione della medicina, sottolineando come l’Omeopatia sia il modo più attuale di concepire l’uomo nella sua globalità, anche alla luce di una concezione dell’“energia vitale”, espressione ottocentesca, letta, oggi, come “matrix biologica”, materiale “biocibernetico intelligente” che tutto pervade e collega.

 

In seguito  farò uso del pensiero di Friedrich Nietzsche come “chiave” per interpretare i fenomeni della salute e della malattia e di come l’uomo possa, grazie all’Omeopatia ed alla conoscenza,  trasformare il caos interno in stella “danzante”, ponendo così le basi per vivere un’esistenza non di “sopravvivenza” ma “super-umana”.

 

Ho usato un linguaggio, per quanto possibile, semplice, così che anche i lettori digiuni dell’argomento possano capire ciò che voglio dire e, soprattutto, ciò che non condivido delle altre “scuole” di Omeopatia, sia quelle di stampo “commerciale” (prêt-à-penser), sia quelle di stampo integralista (a senso unico super-unicista).

 

Insomma, la mia visione della medicina omeopatica è nuova e, più che a delle conclusioni preconfezionate, mira ad essere un invito alla ricerca “artistica” e “scientifica”: perenne strada da percorrere con gioia, istante per istante…


INIZIA LA STORIA… STRAORDINARIA

 

Al compimento del suo trentesimo anno, Hahnemann, stufo di una pratica insulsa della medicina che non guariva, ma peggiorava la salute dei poveri malati, scacciò i suoi pazienti dicendo loro: “Non sono in grado di guarirvi, rubo solo i vostri soldi, andate a farveli rubare dai miei colleghi, loro mirano solo al vostro portafoglio”.

 

Inutili le suppliche della dolce e fedele moglie Henriette, il richiamo al bisogno di mantenere i suoi figli… egli si dimostrò irremovibile; con quella gente abituata ad adulare “professori”  pieni di sé, ignoranti, presuntuosi, casta di intoccabili saccenti, che non solo non curavano i malati ma non capivano nulla e si trinceravano dietro ad incomprensibili e baroccheggianti  paroloni, egli non voleva più avere nulla a che fare.

 

Il suo animo era triste ma la sua intelligenza viva, si rivolse ad alcuni suoi amici editori per chiedere loro del lavoro come traduttore, poiché conosceva ben sette lingue, e subito si dedicò alla nuova professione.

 

Gli occhi del povero Samuel erano stanchi nelle lunghe notti vegliate al lume di candela, i verbosi e prolissi discorsi dei cattedratici universitari che scrivevano sulle loro “materie mediche” gli offendevano l’animo; era pieno di sdegnosa rabbia e mentre riscriveva pensava: “Quanta grettezza alberga nei cervelli di questi professoroni idioti e boriosi”.

 

Fu traducendo la materia medica di un certo dottor Cullen che si imbatté nella frase: “La China guarisce le febbri intermittenti poiché produce, a chi la assume, uno stato di CORROBORAZIONE dello stomaco, migliorando le funzioni digestive, dunque aumentando la vitalità del soggetto”.

Hahnemann ebbe un moto di stizza, si alzò dalla sedia, diede in escandescenze, scaraventò un calamaio contro il muro urlando: “Follie, insulse follie, io ho curato le mie febbri intermittenti da adolescente e non ricordo nulla che assomigliasse ad uno stato di CORROBORAZIONE: quando mia madre mi faceva prendere quell’intruglio di China ero terrorizzato all’idea. Ricordo che provavo orrore pensando all’ora della medicina da assumere”.

 

Dunque decise di procurarsi la corteccia di China da suo suocero (che era farmacista) e di riprovare a vedere se davvero avrebbe avuto il giovamento paventato: si fece il suo bel decotto  e “stoicamente” lo assunse provando dapprima nausea, poi ebbe diarrea, uno stato di profonda prostrazione con sudorazione seguita da brividi di freddo, un gonfiore addominale enorme.

Restò coricato sul divano del suo studio fino a notte fonda; quando la moglie, preoccupata, non lo vide tornare, andò da lui e lo trovò provato ma felice: quante intuizioni filtrano nella mente dei geni anche nel corso di un malessere, quasi come quel raggio di sole che buca le nuvole durante i temporali primaverili…

 

“Sono stato male assumendo la corteccia di China ed ho avuto sintomi simili a quelli che avevo quando ero malato di febbre intermittente.”

 

Dunque non per azioni diverse da quelle già descritte da Ippocrate si ottiene la guarigione: SIMILIA SIMILIBUS CURENTUR.

Io, uomo SANO, ho assunto una sostanza che mi ha prodotto una malattia ARTIFICIALE, “FORTE”; il mio corpo non consente che vi siano due malattie “SIMILI” insieme; il corpo, ammalato di una malattia NATURALE, “DEBOLE”, deve scegliere: sceglie di scacciare la più forte, quella avvertita come minaccia più grave alla salute, nel fare questo, scaccia anche la più debole (se le due malattie sono SIMILI!).

 

Seguirono notti insonni, Hahnemann non dormiva, pensava, prendeva appunti, non leggeva nemmeno la corrispondenza, era preso in uno stato di “lucida follia”; percepì, vedendoli, che i colori dell’alba sono simili ai colori del tramonto:  sentiva che era nato un pensiero grande, si trattava solo di verificare se era vero, se si poteva ripetere l’esperimento, ma su chi?

 

Gli Amici si vedono nel momento del bisogno ed Hahnemann ne aveva! A sua insaputa.

Perfino alcuni suoi colleghi “tifavano” per lui e furono proprio loro a fargli da “cavie” quando si decise ad iniziare gli esperimenti per creare una NUOVA MATERIA MEDICA OMEOPATICA.

Faceva “ammalare”, con le sostanze farmacologicamente attive a disposizione  (alcune piante e sostanze minerali), i coraggiosi sperimentatori, annotava con la sua solita meticolosità ogni sintomo riferito da costoro; arrivò ad avere, nel giro di due anni, una serie di sintomi ARTIFICIALMENTE PRODOTTI che rappresentarono la primordiale farmacopea omeopatica.

 

Imparò anche che talune sostanze velenose possono danneggiare in modo grave l’organismo e dedusse che occorreva ESTRARRE L’ESSENZA DINAMICA dal rimedio, diluendolo e dinamizzandolo in modo che la dose somministrata allo sperimentatore non fosse più tossica ma “bastevole” a causare SINTOMI ARTIFICIALI RIPRODUCIBILI.

 

A 40 anni iniziò a curare le persone in modo OMEOPATICO divulgando e diffondendo il suo pensiero tramite il libro (che più avanti conosceremo nella sua essenza): ORGANON DELL’ARTE DI GUARIRE, scritto per paragrafi, meditati a lungo, spiegati molto bene (da classico tedesco), ancora oggi illuminanti per una BUONA pratica medica.

 

Sostanzialmente, lungi dal somministrare, secondo i protocolli terapeutici della medicina ufficiale di allora, purghe, salassi, clisteri e miscugli di erbe di cui si conosceva poco o punto l’azione, egli utilizzava un principio semplice: il paziente raccontava i suoi sintomi, i disturbi percepiti (malattia NATURALE) ed egli somministrava quelle stesse sostanze che avevano prodotto sull’uomo sano sintomi simili (malattia ARTIFICIALE) ottenendo in questo modo una guarigione rapida, dolce, duratura.

 

Divenne ben presto molto amato dai pazienti che si recavano al suo studio sempre più numerosi da tutta la Germania, e non solo, per farsi curare.

 

Fu anche molto ammirato da alcuni colleghi che, possedendo una mentalità “elastica”,  iniziarono la pratica della cura con la “legge” dei simili e fecero numerose nuove sperimentazioni sull’uomo sano (Provings). In questo modo, nell’arco di una trentina di anni, si riuscì ad ampliare notevolmente il bagaglio dei rimedi che procuravano MALATTIE ARTIFICIALI giungendo a compilazioni di voluminose e preziose MATERIE MEDICHE OMEOPATICHE.

 

Neppure un ratto, nessun animale fu mai usato per esperimenti omeopatici.

L’Omeopatia si diffuse in tutto il mondo.

Il risentimento di coloro che ne negavano i principi e la validità si diffuse in modo analogo!

Negli anni ’40 i medici omeopatici in America erano circa il 50% del totale.

 

Tornerò sulla vita di  SAMUEL HAHNEMANN più avanti.

 

Non passa settimana che attraverso i giornali, la televisione, le conferenze di qualche scienziato non ci sia qualcuno che osteggi in modo deciso l’Omeopatia e le pratiche mediche olistiche.

È palese che ci sono interessi commerciali e pressioni da parte delle industrie farmaceutiche, ma il fatturato della medicina naturale è talmente poca cosa al confronto dei profitti dell’industria della chimica farmaceutica, da non giustificare un ACCANIMENTO così violento contro i medici ed i ricercatori  non “allineati” alla scienza ufficiale; chiaro, dunque, che si tratta del RISENTIMENTO di chi TEME DI PERDERE IL POTERE.

 

Una persona normale (di intelligenza media) è portata a domandarsi perché in anni recenti ci sia stato chi, per dimostrare l’inutilità dell’Omeopatia, abbia diluito un antibiotico “dimostrando” che alle dosi omeopatiche non uccide più nessun microbo!

Questo è avvenuto davvero in una trasmissione televisiva, in prima serata.

Il pubblico era sbigottito, pochi hanno capito cosa si volesse dimostrare!

Certo è stata chiara la malafede di chi, ignorando completamente la legge dei simili (l’ipotesi alla base dell’Omeopatia), è arrivato a tanto rancore.

Inoltre nessuno ha mai contestato né dubitato che gli antibiotici, a dosi adeguate, uccidano i microbi!

 

Sicuramente qualcuno ha paura di vedere crollare il “sistema” delle sue certezze, chi vuole la “pace” nel rifugio sicuro delle proprie granitiche idee.

 

Nietzsche sosteneva che: “Se vuoi la PACE devi CREDERE, ma se vuoi la VERITÀ devi CERCARE e non fermarti alle credenze”.

 Anche Hahnemann sosteneva che bisognava OSARE SAPERE (AUDE SAPERE, ovvero essere sempre aperti a nuove conoscenze e ricerche).

 

Nonostante questo ostracismo le persone che si rivolgono all’Omeopatia sono in continuo aumento; ovvio che le mamme che hanno dovuto somministrare al loro pargolo dieci volte un antibiotico nel corso di un anno, venendo a sapere che altre, curando il proprio bimbo con la medicina omeopatica, lo vedono meno volte ammalato, consultano un pediatra esperto in Omeopatia.

Così facendo constatano, con vero piacere, che il loro bambino si ammala con minore frequenza e quando ciò accade, curandolo con medicinali omeopatici, si riprende rapidamente senza lunghe convalescenze o ricadute.

 

Rimane nella coscienza individuale e collettiva l’impressione recondita della disobbedienza alla regola imposta da “mamma tivù” e dai medici “tradizionali”, ma si sa, i figli “so’ piezze e core” come diceva Filomena Marturano ed un esercito di mamme ogni giorno perpetua il tradimento della “medicina di Stato”.

 

Altri si rivolgono all’Omeopatia poiché, lungi dal negare il progresso scientifico che ha creato uno “specialista per ogni foro”, trovano medici che non hanno una VISIONE GLOBALE dell’uomo e gli strumenti di cura per guarire.

Spesso è stato detto che i malati non hanno più fiducia in una medicina che li riduce ad oggetti di osservazione, e NON BASTANO i medici “buoni ed empatici”, pronti ad ascoltare ogni problema esistenziale che si associa alle malattie, quando poi la cura si risolve in una “pacca sulle spalle” o nella prescrizione di uno “psicofarmaco” che modifica l’assetto della secrezione di sostanze nel cervello (droghe di stato: benzodiazepine od antidepressivi…).

 

 

Allo stato attuale si è realizzato ciò che Nietzsche aveva

profetizzato:

l’uomo NON CREDE PIÙ A NIENTE.

 

 

L’uomo occidentale oggi si è allontanato dalla Chiesa e dalle promesse di un Paradiso che lo aspetta dopo la “valle di lacrime” dell’esistenza terrena, dunque il Dio che è morto è realtà; sono rimasti  solo  pochi a credere veramente ancora nelle promesse metafisiche, i miracoli non esistono, i santi erano un “briciolino” esaltati…

Quel che c’era di autentico nel messaggio di Cristo perde valore quando a conservarne la vitalità sono le dinastie ecclesiastiche…

L’uomo credeva nella  Scienza, nella promessa di un mondo bellissimo, nella genetica e nella chemioterapia, nel progresso scientifico che avrebbe sconfitto ogni male, invece questa fiducia è andata scemando perché, nonostante i colossali investimenti finanziari nella ricerca e in nuovi farmaci, si continua a morire di malattie (e non è colpa delle “poche” azalee vendute). La popolazione mondiale, divisa tra ricchi e poveri, vede i primi morire di malattie dismetaboliche o di tumore e i secondi di malattie infettive o legate alla miseria.

 

 

Ecco allora aleggiare IL NICHILISMO,

l’uomo senza più credenze!

 

 

“Catastrofe¨ griderebbe qualcuno, ma, come la parte più buia della notte precede l’alba di un nuovo giorno, ecco che si affaccia nel mondo una possibilità di SUPERARE lo stato tragico dell’uomo per arrivare ad una crescita senza illusioni,  le cui fondamenta poggiano sulla visione dell’evoluzione umana TERRENA, nietzschiana…

 

Chiameremo TEORIA DELLA MATRIX BIOLOGICA la nostra teoretica, utilizzando l’epistemologia OMEOPATICA con i suoi paradigmi biologici quantistici per oltrepassare la  comprensione limitata legata alla conoscenza dell’uomo in chiave chimica o rattomorfica dello scientismo ancora imperante a livello accademico.

Tale modello materialistico-meccanicistico arriva poi al fruitore finale attraverso i ben noti canali della divulgazione del sapere, rigidamente canonizzati dalla scienza ufficiale asservita al potere tecnocratico dominante.

 

Insomma questo libro serve per aprire gli occhi e ragionare con la propria testa.

 

L’uomo del futuro, abbandonate le false credenze sia  neo-positivistiche sia di stampo superstizioso, si ergerà nella sua VOGLIA DI VIVERE la vita abbracciandone IL CAOS, accettandolo, senza rifugiarsi nelle varie “nuove religioni” del “pensiero positivo” (che altro non è che ipocrisia), in altre forme illusorie di “superpoteri” raggiungibili con la concentrazione, la meditazione, il digiuno, l’appartenenza a sette esoteriche, la credenza in amuleti, fattucchiere, balle varie…

Questo uomo nuovo gioirà nel vivere la vita quotidiana apprezzando il QUI ed ORA con allegria, con i piedi per terra, godendo l’esistenza nelle sue contraddizioni… con consapevolezza.

 

Cosa centra l’Omeopatia con la consapevolezza?

 

I terapeuti del futuro dovranno premunirsi di far “crescere” i loro pazienti facendoli passare attraverso gli stadi enunciati dal profeta Zarathustra (il profeta di riferimento di NIETZSCHE):

1) All’inizio l’uomo è come un CAMMELLO che si fa calpestare da coloro che lo comandano, che deve riverire chi è sopra di lui, sempre pronto a rinunciare ai propri bisogni barattandoli con la sicurezza e la tranquillità dell’esistenza.

2) Si arriva allo stadio del LEONE, stadio nel quale l’uomo, manifestando apertamente il dissenso per ciò che non gli piace, lottando per la sua integrità, si emancipa e si rende adulto ed autonomo nelle azioni e nel pensiero.

3) Infine c’è lo stadio del BAMBINO, innocente, non già perché non ha mai visto nulla ma perché ha trasceso la rabbia e vede le cose dal verso giusto ed i comportamenti dei suoi simili, per brutti che siano, come UMANI, TROPPO UMANI; pieno di compassione,  guarda le cose con serenità e disincanto.

Come può accadere questo con i granuli di zucchero impregnati di sostanze diluite?

 

Può capitare, poiché l’Omeopatia agisce sul sistema biocibernetico che “informa” in modo sottile ma ubiquitario ogni parte del corpo umano (rete della matrix biologica).

 

 

Può cioè portare SALUTE

e da e con questa si comincia il CAMMINO.

 

 

Ovviamente un paziente, curato con medicinali che sopprimono il suo vero stato d’animo o che è costretto a combattere una dura lotta per non crepare, non potrà elevarsi a tali ipotizzate altezze, si accontenterà di SOPRAVVIVERE… meglio di niente!

 

Ma ciò che di straordinario potrà accadere in futuro sarà, secondo me, un fiorire di nuovi ILLUMINATI ovvero persone che arriveranno al SUPERUMANO, persone che, abbandonata la mediocrità della visione  tragica  dell’esistenza, giungeranno alla “DANZA DIONISIACA”.

Costoro avranno un nuovo modo di vedere il mondo.

 

Come diceva NIETZSCHE: un paradigma NON DUALISTICO, lontano dal modo grammaticale di descrivere le cose; non si parlerà più necessariamente di una causa che genera un effetto ma un fenomeno verrà descritto nella sua integrità: non si dirà più “il fulmine lampeggia” scindendo il soggetto dall’azione che sembra distaccata, ma sarà chiaro che il lampeggiare è funzione del fulmine, è intrinseco, fuso con esso, inalienabile.

Questo modo di ragionare APPARTIENE AL PARADIGMA OMEOPATICO ed Hahnemann lo aveva capito, come vedremo nel dettaglio studiando l’ORGANON DELL’ARTE DEL GUARIRE.

 

L’uomo “scienziato” del futuro non si ergerà più a supervisore distaccato dei fenomeni: non definirà “scientifico” ciò che è sempre riproducibile ed “illusorio” ciò che è evento non codificabile con il MESCHINO alfabeto elaborato nel corso dell’evoluzione; sarà pronto ad accogliere NUOVI SPLENDORI (nessuno legato a fenomeni divini o paranormali), guardandoli con gli occhi del vero ricercatore, pieni di condivisione, aperti al nuovo.

Tutti i fenomeni saranno visti nel BENE e nel MALE, anzi AL DI LÀ.

 

Iniziare a studiare l’Omeopatia o rivederla con nuovo spirito amplia gli orizzonti, certo non li restringe, ed arricchisce anziché impoverire le coscienze. Non riduce chi ricerca ad un altro sterile “specialista” di un settore del sapere.

 

La medicina omeopatica può curare ogni persona, riportandola allo stato di salute che ha perso, agendo energeticamente sulla matrix biologica.

Talvolta ciò rappresenta l’inizio di un percorso che idealmente porta alla creazione dell’Übermensch  (OLTREUOMO,  SUPERUOMO) che ha una sola qualità:

È INNOCENTE proprio come lo è un bambino appena nato.

Ed è totalmente LIBERO da qualsiasi peso: sia da quello delle ricchezze che da quello della conoscenza, della virtù o della santità.

Egli ha il cielo intero a sua  disposizione, perché NON HA PESO e può volare fino alla stella più remota.

L’esistenza intera diventa il suo territorio.

Niente gli APPARTIENE, ma in un certo senso tutto appartiene a lui, tuttavia non è possessivo.

Egli è come un LIBRO APERTO.

NON SI VANTA, è colmo di GIOIA come i fiori, i fiumi, gli uccelli, una gioia che non costa nulla poiché hanno valore solo le cose che non hanno prezzo.

Egli NON È STATO CONTAMINATO dall’astuzia, dalla diplomazia e dalla politica, è puro, limpido. Il suo AMORE sconfinato e aperto è per tutti.

Lascerà al lettore un importante spunto di riflessione.

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