Ilaria Caprioglio
Milano Collezioni andata e ritorno

Titolo Milano Collezioni andata e ritorno
Seconda edizione
Autore Ilaria Caprioglio
Genere Narrativa      
Pubblicata il 18/02/2014
Visite 7474
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Il libro si libera  N.  148
ISBN 9788873884880
Pagine 146
Prezzo Libro 14,50 € PayPal

Versione Ebook

ISBN EBook 9788893390200
Prezzo eBook 4,99 €
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Un libro che racconta come prosegue la vita di una modella quando si spengono i riflettori sull'ennesimo concorso di bellezza. 

Una testimonianza sul mondo della moda con le sue luci e le sue ombre. I viaggi, le sfilate, le feste, i set fotografici ma anche la solitudine, i disturbi del comportamento alimentare e le delusioni sentimentali scandiscono il percorso della protagonista dall'adolescenza all'età adulta. 

Virginia è una studentessa liceale catapultata, da un concorso internazionale per modelle, nel mondo della moda dove l'attende una vita frenetica, fra Los Angeles, Milano, Parigi e Monaco, scandita da sfilate, feste, viaggi e servizi fotografici ma anche da solitudine, delusioni, amori spezzati e sogni infranti. Un'esperienza che la travolge impedendole, per molto tempo, di riflettere sulla strada intrapresa finché troverà la forza per ribellarsi ai facili compromessi, ai legami sentimentali sbagliati, alla superficialità strisciante, alla schiavitù del dover apparire sempre bella come in fotografia. Attraverso la sofferenza ritroverà se stessa, rintracciando un senso nel mare di attimi nel quale sfocia l'esistenza.

PREMESSA
 
 
La storia di Virginia la scrissi d’un fiato, molti anni fa, nel timore di dimenticare quell’esperienza unica, con luci e ombre, nel mondo della moda. La partorii insieme a Jacopo, il mio primo figlio, ma quando ebbi il contratto di pubblicazione fra le mani fui assalita dai dubbi, dalla paura di espormi mettendo a nudo le mie debolezze. La riposi, dunque, in un cassetto. A Jacopo seguirono Edoardo, Vittoria e una targa d’avvocato mentre sentivo da lontano gli echi di quel mondo, sempre più distaccata e serena. Leggevo le cronache di quell’ambiente messo sotto accusa per gli scandali della cocaina, perché istigava all’anoressia o sfruttava giovani fanciulle sprovvedute e, dentro di me, prendeva forma un nuovo sentimento nei confronti dello scintillante carrozzone sul quale ero salita, seppur per un breve periodo e con alterne fortune. Quel mondo, per una modella, non era solo marcio e negativo come qualche cronista, in cerca di facili scoop, voleva far apparire. In quell’ambiente una ragazza, con i requisiti fisici necessari, poteva e può accostarsi senza bruciarsi, vivendo una splendida avventura, a volte un po’ sofferta come nel mio caso, ma di inestimabile valore per la propria crescita. Bisogna solo considerare quell’opportunità una tappa del cammino, una breve parentesi che non deve precludere gli studi, gli affetti e tutti gli altri mattoni che servono per costruirsi un futuro. Purtroppo l’elemento che gioca a sfavore di chi si affaccia nell’universo moda è l’età, le modelle sono molto giovani e, dunque, recano con sé insicurezze oppure spavalde certezze tipiche dell’adolescenza. Per questo motivo vanno consigliate e seguite. Ho deciso di pubblicare la mia esperienza per offrire un contributo, seppur minimo e imperfetto, a un’aspirante indossatrice. Per svelare alle ragazze, che desiderano entrare nel mondo della moda, come prosegue la favola dopo che sono passati i titoli di coda dell’ennesimo concorso di bellezza. È una delle tante storie di modelle raccontate in un libro, un po’ datata e, tuttavia, sempre attuale. Dietro uno scatto fotografico oggi c’è maggior tecnologia ma, davanti all’obbiettivo c’è sempre una giovane donna che, per quanto smaliziata possa essere, si ritrova catapultata in un mondo adulto, sola e sganciata da qualsiasi riferimento affettivo. Se la mia bambina, un giorno, desiderasse intraprendere questo lavoro, non mi sentirei di negarle l’opportunità ma, consapevole delle difficoltà alle quali potrebbe andare incontro, vorrei leggesse la storia di Virginia per, poi, vivere la sua avventura senza dover rimpiangere di non averci nemmeno provato.  
 
 
 
 
UNO
 
Il sole inondava di luce il cortile, rendendo più afoso il pomeriggio di giugno.
Virginia attraversava quel fazzoletto d’asfalto a lunghe falcate, con un modo di incedere che scompigliava, a ogni passo, la cascata di riccioli scuri. Indossava un abito di lino che, complice il caldo, aderiva al suo corpo slanciato e acerbo. Procedeva con il respiro irregolare per la tensione e con la mente occupata da mille pensieri.
Varcando la soglia dell’edificio riemerse dall’apnea e il fresco, che l’avvolse, le procurò un brivido di piacere. Salì la scalinata di marmo in compagnia del silenzio, mentre le voci degli studenti riecheggiavano solo nella sua memoria. Percorse il corridoio, costeggiato da banchi accatastati in attesa di un altro anno scolastico, per raggiungere l’aula che avrebbe testimoniato l’epilogo del suo quinquennio di studi. In quella stanza, dal soffitto alto e le pareti scrostate, l’attendevano i commissari d’esame.
«Si accomodi!» ruppe l’indugio, con tono solenne, un anziano professore. Virginia accolse l’invito, sedendosi sul bordo della sedia con il corpo proteso in avanti.
«Buongiorno» replicò, mentre firmava il documento che avrebbe attestato la sua maturità scolastica, prima di sostenere l’interrogazione di filosofia e fisica. 
Quell’amore, apparentemente contraddittorio, per due materie così diverse rispecchiava il suo carattere, sempre in bilico fra razionalità e fantasia, fra l’affrontare con responsabilità gli impegni e il continuo sognare a occhi aperti, dettato dalla voglia di infrangere le regole per sfuggire la routine quotidiana.
Alla prima domanda il suo pensiero si snebbiò e riuscì a far fruttare al meglio quanto studiato. Snocciolò le nozioni senza sbavature, consentendo all’esame di correre spedito verso la conclusione, sancita dall’inaspettato complimento della professoressa di fisica:
«Sei una ragazza intelligente, bella e da oggi anche matura!»
 
Con quella frase che la pervadeva d’orgoglio, Virginia ripercorse il corridoio, scese le scale, attraversò il cortile, salì in macchina liquidando con noncuranza un lustro. All’esame appena concluso non dedicò né una riflessione né un adeguato commiato, come accade quando si hanno solo diciannove anni e troppi sogni da afferrare prima che si disperdano al vento come bolle di sapone.
Percorrendo la via Aurelia scuoteva via, a ogni curva, briciole del suo passato: i compagni di liceo, i professori, la quotidianità che scandiva le sue giornate spese fra studio, impegni sportivi e primi amori. Guidava impaziente di svoltare, per scoprire quali sorprese avesse in serbo per lei il telegramma ricevuto il mese prima:
«Sei stata scelta per le selezioni della finale italiana del concorso Super model of the world. Contatta urgentemente per ulteriori dettagli l’agenzia Models di Milano.»
 
 
 
 
DUE
 
 
Il telegramma arrivò mentre Virginia stava preparando l’esame di maturità e le fotografie, spedite per il concorso durante l’inverno, erano ormai uno sbiadito ricordo. Era convinta, inoltre, di non assomigliare alle eteree modelle ritratte sulle riviste di moda: si percepiva troppo imperfetta per quella professione che, tuttavia, l’attraeva.
Ma la manciata di parole contenute nel foglio, abbandonato sulla scrivania fra i libri, era la porta per accedere a un mondo che desiderava conoscere. Si accingeva, quindi, a preparare le valigie con il pensiero già rivolto, oltre le anguste pareti della sua cameretta, verso la finale italiana della più importante selezione internazionale di fotomodelle.
Mentre riponeva meticolosamente le t-shirt colorate accanto ai jeans, ripensava al giorno in cui, ricevuta la notizia, aveva telefonato all’agenzia Models per ottenere informazioni. La settimana successiva si era presentata, insieme ad altre ragazze, in uno studio fotografico di Milano dove l’avevano misurata annotando, insieme al colore di occhi e capelli, i centimetri di altezza, seno, vita, fianchi. Era stata truccata, pettinata, vestita o, più esattamente, svestita con un costume da bagno e fotografata. Infine le avevano comunicato che era una delle quindici finaliste del concorso.
Dovendo in seguito sostenere l’esame di maturità, Virginia aveva rimosso, con determinazione, ogni pensiero sul possibile epilogo dell’avventura fino a quell’assolato pomeriggio, mentre ultimava i bagagli. La preoccupava la presenza della TV che avrebbe ripreso la sua probabile eliminazione: Virginia era molto orgogliosa e desiderava sempre essere la migliore. Valutava scrupolosamente i propri limiti, non mettendosi in gioco quando il rischio di perdere risultava elevato. In quell’occasione aveva giocato diversamente la sua partita, in quanto la vittoria sarebbe dipesa, esclusivamente, dall’imponderabile giudizio altrui. Per la prima volta la forza di volontà e l’impegno profuso non sarebbero stati determinanti per l’esito della gara.
 
In compagnia di quei pensieri Virginia raggiunse, con un treno e poi un taxi, l’hotel dove avrebbe alloggiato per una settimana. 
Nella hall l’attendeva una booker dell’agenzia Models che, osservandola con particolare attenzione, l’accolse.
«Benvenuta! Sono Raffaella, la responsabile dell’organizzazione» disse, spiegandole come si sarebbero svolte le selezioni alternate alle riprese televisive e fotografiche.
«Dovrete sempre essere puntuali» proseguì «esigiamo la massima professionalità e serietà, anche perché il tempo a disposizione è veramente poco… »
Poi spazzò via, con una sola frase, tutte le congetture elaborate fino a quel momento da Virginia.
«Non mi interessa questo concorso! Ti voglio, però, a lavorare nella nostra agenzia: hai i numeri per farlo!»
L’effetto di quelle parole, gettate in mezzo ad altre con assoluta noncuranza, fu pari a un terremoto che scuote le fondamenta di un palazzo. Da quel momento Virginia iniziò a perdere qualsiasi riferimento con la realtà, fluttuando in balia degli eventi.
I suoi progetti per l’università, elaborati senza esitazioni, venivano improvvisamente messi in discussione: si apriva per lei una nuova strada ricca di promesse e incognite.
Scacciò in fretta i pensieri, non aveva tempo per riflettere, Raffaella si stava già dirigendo nella sala dove erano radunate le altre finaliste.
 

Un libro che racconta come prosegue la vita di una modella quando si spengono i riflettori sull'ennesimo concorso di bellezza. 

Una testimonianza sul mondo della moda con le sue luci e le sue ombre. I viaggi, le sfilate, le feste, i set fotografici ma anche la solitudine, i disturbi del comportamento alimentare e le delusioni sentimentali scandiscono il percorso della protagonista dall'adolescenza all'età adulta. 

Virginia è una studentessa liceale catapultata, da un concorso internazionale per modelle, nel mondo della moda dove l'attende una vita frenetica, fra Los Angeles, Milano, Parigi e Monaco, scandita da sfilate, feste, viaggi e servizi fotografici ma anche da solitudine, delusioni, amori spezzati e sogni infranti. Un'esperienza che la travolge impedendole, per molto tempo, di riflettere sulla strada intrapresa finché troverà la forza per ribellarsi ai facili compromessi, ai legami sentimentali sbagliati, alla superficialità strisciante, alla schiavitù del dover apparire sempre bella come in fotografia. Attraverso la sofferenza ritroverà se stessa, rintracciando un senso nel mare di attimi nel quale sfocia l'esistenza.

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