Chiara Cassurino
DIVERSI SGUARDI DIVERSI

Titolo DIVERSI SGUARDI DIVERSI
Cosa le donne vedono nella città
Autore Chiara Cassurino
Genere Donne e società      
Pubblicata il 18/02/2016
Visite 2867
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana L´approfondimento  N.  19
ISBN 9788899137922
Pagine 120
Note con saggi di: Laura Barbasio, Debora Bottani. Giovanna Capello, Giuliano Carlini, Chiara Cassurino, Martina Mongelli e foto di Patrizia Lanna
Prezzo Libro 9,00 € PayPal
Sei donne danno voce e forma agli sguardi delle donne; Genova segreta, Genova per forza, Genova per voglia, per dirci resta ancora: la città obliqua abitata dagli occhi femminili del quotidiano si racconta in un dedalo di riflessioni, immagini e spazi di narrazione disegnando la mutata natura della città che si cerca tra i ricordi e le aspettative e si trova nel cambiamento forse irreversibile con un rinnovato protagonismo.
Partendo da linguaggi differenti questo lavoro cerca nuovi paradigmi di lettura capaci di immaginare convivenze fruttuose nella città al tempo della globalizzazione.

 
INDICE
PREFAZIONE a cura di Elena Fiorini............................................................................... 9
FOTOGRAFIE a cura di Patrizia Lanna....................................................................... 12
INTRODUZIONE a cura di Chiara Cassurino............................................................ 14
Il gruppo di ricerca e la metodologia................................................................................. 17
La città, il quartiere e il senso di comunità...................................................................... 20
La performance del genere.................................................................................................... 25
I tempi e la mobilità delle donne in città......................................................................... 28
Gli sguardi diversi: cosa le donne vedono nella città................................................... 30
DONNE IN LOTTA CON IL TEMPO a cura di Laura Barbasio e di Giovanna Capello           35
La perdita della centralità delle istituzioni,........................................................................ 36
del lavoro stabile,..................................................................................................................... 37
del senso di appartenenza a una classe sociale,.............................................................. 38
della famiglia tradizionale,...................................................................................................... 38
delle relazioni,............................................................................................................................ 39
della sensazione di essere a casa propria, nel proprio quartiere,................................ 40
del nemico visibile da combattere,..................................................................................... 40
e dell’interiorità.......................................................................................................................... 40
Così: si ha paura del diverso,............................................................................................... 41
si vive alla giornata e non si guarda al futuro,................................................................ 42
si percepisce l’insicurezza al di fuori si sé,........................................................................ 43
si partecipa alle attività di volontariato.............................................................................. 44
o si è individualiste,................................................................................................................. 45
si controlla il proprio corpo,................................................................................................. 45
si è incapaci di stare sole,...................................................................................................... 46
e si ha un ripiegamento depressivo.................................................................................... 47
Verso nuove sfide................................................................................................................... 48
Assecondare il desiderio di guardarsi dentro, per riscoprire la propria interiorità 50
Promuovere il dialogo e il confronto con il maschio................................................... 51
Ripensare il ruolo della madre.............................................................................................. 52
e del padre.................................................................................................................................. 53
PROSPETTIVE DI GENERE........................................................................................... 55
a cura di Debora Bottani............................................................................................................. 55
Appartenenze di genere.......................................................................................................... 56
Prendersi cura........................................................................................................................... 57
Genere e generazioni............................................................................................................... 60
Mobilità di genere..................................................................................................................... 61
Genere e violenza.................................................................................................................... 64
TRASFORMAZIONI URBANE: LA FENOMENOLOGIA DELLA CRISI a cura di Martina Mongelli            68
Trasformazioni urbane: gli assetti relazionali................................................................... 74
Spazi e luoghi............................................................................................................................ 89
Madri urbane............................................................................................................................. 91
POST FAZIONE a cura di Giuliano Carlini................................................................. 96
BIBLIOGRAFIA...................................................................................................................... 109
GLI ENTI CHE HANNO PARTECIPATO ALLA RICERCA..................... 113
L’A.F.E.T. AQUILONE Onlus..................................................................................... 113
IL CE. D. RI. T.T. Onlus................................................................................................. 115
Il C.s.t.c.s. Associazione di promozione sociale..................................................... 116
L’ÉQUIPE DI RICERCA................................................................................................... 117
PREFAZIONE
a cura di Elena Fiorini
Una ricerca sulle donne e la città. Donne genovesi, di diverse età, condizioni sociali e familiari e provenienza ci restituiscono, grazie a questo lavoro coordinato da Chiara Cassurino con la direzione scientifica di Giuliano Carlini, uno sguardo importante sul complesso legame che le esistenze femminili intrattengono con la città.
È un’ovvia constatazione che le città siano state storicamente pensate e costruite “a misura d’uomo” e sulla base di una ripartizione di ruoli in cui gli orizzonti di azione e di movimento di figure maschili e figure femminili risultavano, nell’assoluta maggioranza dei casi, profondamente diversi: per molti secoli la funzione femminile era sempre stata delineata nell’occuparsi della famiglia e dei figli e nel far funzionare la casa. Nel periodo tra il 1977 e il 2014 il tasso di occupazione femminile è passato dal 33% al 55% circa: una percentuale sempre ben al di sotto di quella registrata in altri paesi europei, ma che comunque ha rappresentato un incremento.
Al tempo stesso le donne, in Italia, sono ancora oggi considerate come le principali referenti e responsabili del lavoro domestico e di cura: secondo Eurostat dedicano alle responsabilità familiari più tempo di tutte le altre donne europee, ben 5 ore e 20 minuti al giorno. Ossia 3 ore e 45 minuti più degli uomini.
Anche nel 2016, quindi, sono le donne che principalmente accompagnano i figli a scuola, che si occupano della spesa e della casa, ma lo fanno in aggiunta al lavoro, a volte part time, a volte precario. I dati riportano che gli uomini usano di più l’auto privata o la moto, mentre le donne vanno a piedi o usano i mezzi pubblici, e che spesso fanno viaggi brevi, con più tappe anche per accompagnare i figli o gli anziani prima di recarsi al lavoro.
In una Genova largamente pensata e organizzata da uomini per uomini, come storicamente per le città è avvenuto, la ricerca da voce e fa emergere un universo femminile molto variegato, in continuo movimento, accomunato dalle difficoltà di fruizione dei mezzi pubblici, dai ritmi incessanti dei carichi familiari e lavorativi, da scelte quotidiane spesso imposte o comunque condizionate dalla mancanza di tempo (dal decidere dove fare i propri acquisti o se e come dedicarsi ad attività di tempo libero), da un rapporto con il territorio auspicato (nella partecipazione alla vita di quartiere, ad occasioni di socializzazione e di incontro) ma sempre difficile e controverso.
Una città vissuta spesso rappresentata come elemento di quotidiana difficoltà e di stress a fronte di una città desiderata  come accogliente e accessibile. I temi dei servizi, della qualità e della vivibilità degli spazi urbani, della partecipazione e della cittadinanza attiva sono ovviamente non solo temi femminili, ma che le protagoniste di questa ricerca riportano in modo molto forte e concreto e che sottolineano l’esigenza di un nuovo pensiero e di una programmazione che sappia partire dal quotidiano per contribuire ad un mutamento.
Sullo sfondo e a cornice di questa Genova c’è un’Italia in cui è scemata la centralità e la fiducia nelle istituzioni, come ci raccontano le ricerche della Fondazione Labos; in cui la mancanza di lavoro ha rappresentato e rappresenta non solo una perdita di risorse per le persone ma l’attività lavorativa sempre più si è svuotata della sua connotazione identitaria; un’Italia che ha visto gradualmente scomparire i corpi intermedi e dove la profonda trasformazione dell’istituzione familiare contribuisce all’isolamento delle persone.   
Questa ricerca, a partire dallo sguardo femminile, ci offre elementi di riflessione che coinvolgono l’idea stessa di città, la sua progettazione e pianificazione: si tratta di un panorama ricco della partecipazione e del contributo delle donne alla vita urbana. Insieme, fa emergere le criticità legate alle relazioni e ai ruoli di genere nell’attuale momento storico.
E, al tempo stesso, costituisce uno stimolo a promuovere iniziative volte a supportare le azioni di gender mainstreaming nello sviluppo locale e per la qualità urbana attraverso un’azione politica che proprio da questo sguardo del quotidiano possa essere sempre più attenta e rispondente ad una politica che sappia partire dalle “piccole opere” legate ad una sempre maggiore vivibilità per tutti del contesto dove si vive.
Elena Fiorini
Assessora Legalità e diritti
del Comune di Genova
Sei donne danno voce e forma agli sguardi delle donne; Genova segreta, Genova per forza, Genova per voglia, per dirci resta ancora: la città obliqua abitata dagli occhi femminili del quotidiano si racconta in un dedalo di riflessioni, immagini e spazi di narrazione disegnando la mutata natura della città che si cerca tra i ricordi e le aspettative e si trova nel cambiamento forse irreversibile con un rinnovato protagonismo.
Partendo da linguaggi differenti questo lavoro cerca nuovi paradigmi di lettura capaci di immaginare convivenze fruttuose nella città al tempo della globalizzazione.

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