Maddalena Leali
Non uccidermi

Titolo Non uccidermi
Autore Maddalena Leali
Genere Poesia      
Pubblicata il 11/04/2017
Visite 835
Collana Spazioautori  N.  3671
ISBN 9788893390590
Pagine 100
Note In copertina “Regina dei sogni” opera di Daniela Kalepyros©
Prezzo Libro 10,00 € PayPal
Nell’assonanza dei versi di Maddalena Leali, nei simboli di una natura scrutata con struggente pena, emerge tutta l’ansia sua e nostra dell’irrisolto enigma della vita”.
Marisa Vigo
Oggi esco di casa lungo il viale del box. L’asfalto trasuda muschio dalle crepe. Mi metto in ginocchio a raccogliere ghiande. Insetti curiosi mi ronzano stancamente intorno e due lucertole divenute rosse come la vite selvatica si trascinano fin sotto i vasi di coccio.
È l’autunno: s’avvicina e silenzioso disegna la traccia, il percorso per le foglie smarrite, inermi ai volteggi bizzosi del vento. Il suono lontano di un cembalo: Chopin la Berceuse. Strumento disadatto alla divinità. Dolorose pulsazioni di martelletti sulla pelle confuse con le piccole fredde gocce della pioggia d’ottobre. Il tempo che cambia e mi presenta il conto. I miei occhi malati vedono ovunque arcobaleni. Mi sdraio sul basso largo muro di cinta. Cielo colore di miele, il sole che straccia nuvole bigie. Miele d’acacia. Dove sono le api?
Possiamo ucciderci fra di noi nella disumana deturpazione delle anime.
Stanno morendo, le api. Uccideremo anche l’ultima, bellissima, ottusi e sordi al suo grido:
- Non uccidermi prima che il sole abbia spento l’ultimo raggio.
 
Maddalena Leali
18 ottobre 2016
 
 
 
 
Lasciatemi essere quella che sono
con le mie complicate fantasie
pungenti come silenziosi biancospini
nelle loro stagioni sempre inaccessibili.
Lasciate che le mia dita si perdano
nell’errare stonato sulla tastiera ingiallita
di un armonium a pedali,
nella stretta verticale
di una corda campanaria,
primo volo sublime verso il cielo.
Che importa se amo affondare
i miei pensieri nella terra
morbida e saporita
spostando lombrichi preziosi.
Non disturbate il mio sonno,
di giorno. Preferisco la notte,
a farmi compagnia, complice
nei covi segreti che amo visitare,
velo di strettissimo plissé
perfetto nascondiglio
di inconfessati desideri.
Lasciate che io sia
un po’ folle, estranea alla noia
che fa ammalare le menti
e spegne il mistero delle stelle
più luminose. Lasciatemi in pace
con le solite quisquilie,
sciocchezze estreme
di eventi scivolosi e labili.
 
 
 
Vivo di spirito, forse per poco,
ma so ancora danzare sulla punta
scricchiolante di un vecchio pennino,
eppure inutilmente mi nutro d’estro.
Invano e invano e invano perché
non si trova più d’inchiostro.
 
 
 
 
 
Ho provato a far cuocere i carciofi
con la ricetta di mia madre:
aglio, olio, prezzemolo.
Quattro spicchi per ogni carciofo.
Ma non sono gli stessi.
Chissà perché.
Lei aveva imparato
da mia nonna, sua madre.
Non ho mai conosciuto mia nonna.
Morta, uccisa dalla guerra.
Forse per questo i miei carciofi
non sono così buoni.
 
 
 
 
 
 
È esistito un tempo
non mai definito
della certezza.
Mi sento sospesa,
trascinata da vertigini:
la percezione
dell’angoscia
mi tormenta
nella momentanea
misconoscenza.
Mi irrigidisco:
ferma, immobile
nel silenzio della casa
scorro il nastro ingrigito
della mia strada:
mi è amico
un piccolo ragno nero,
chissà, forse il principe
di una fiaba
che non riesco più
a vivere.
Sarò io la principessa?

“Nell’assonanza dei versi di Maddalena Leali, nei simboli di una natura scrutata con struggente pena, emerge tutta l’ansia sua e nostra dell’irrisolto enigma della vita”.

Marisa Vigo
 

Non ci sono commenti presenti.

Pubblica il tuo commento (minimo 5 - massimo 2.000 caratteri)

Qui devi inserire la tua Login!

Nascondi Qui devi inserire la tua password!

Hai dimenticato la password?

Qui devi inserire il tuo nickname!

Qui devi inserire la tua email!

Nascondi Qui devi inserire la tua password!

Hai dimenticato la password? Inserisci il tuo indirizzo email e riceverai i dati di accesso.

Qui devi inserire la tua email!

Ritorna alla login

Chiudi