Marco Moretti
Pablo e Felipe

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Titolo Pablo e Felipe
Autore Marco Moretti
Genere Narrativa - Umorismo      
Pubblicata il 16/05/2017
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- Complimenti Pablo, è stato un successo. – disse l’editore Esteban  Munez – Ma non avevo dubbi!
- Lo so: sono il migliore, nessuno scrive come me. E tu vendi milioni di copie, sfregandoti la mani.
- Anche tu non puoi lamentarti, hai il migliore contratto e le più alti percentuali del momento.

Pablo Contreras è all’apice della carriera a soli quarant’anni. Però qualcosa…

- Si può sapere che hai? – chiese Munez.
- Successo, una villa e una bella moglie. Cosa volere di più dalla vita? Benissimo, ma non mi basta più, anche se non riesco a  mettere a fuoco il  motivo.
- Finiscila, con i tuoi romanzi erotici hai dato una svolta al mercato. Hai capito quello che i lettori vogliono leggere e sai come scriverlo.
- Non so, forse ho buttato nei miei  romanzi tutte le mie fantasie sul sesso e non ne sono rimaste per me.

Qualcosa stava succedendo, anche con l’affascinante Miranda: di solito gli bastava pensare a lei per eccitarsi, ma da mesi non toccava la moglie. Non era depresso, ma stava diventando un’ossessione che non sapeva definire. O temeva di farlo?

Una mattina, sfogliando la cronaca rosa, lesse di un litigio tra due gay e si appassionò alla vicenda. Si sorprese appassionato per i dettagli di notizie che aveva sempre considerato spazzatura e lesse l’articolo soffermandosi sui particolari. Lui che odiava il gossip e la mondanità.

- Non mi sono stancato di mia moglie – esclamò ridendo – Sono stanco delle donne!

Presa coscienza di ciò si guardò allo specchio del bagno e sorrise malizioso.

- Non ho un fisico da macho, - disse al suo gemello nello specchio.
- Ma neanche sei il prototipo della checca – gli rispose quello ridacchiando.

Era un volto noto e non poteva rimorchiare nei bassifondi o tuffarsi in una chat. Comunque era determinato a cambiare vita, o meglio una parte di questa, per sentirsi di nuovo appagato sentimentalmente. O solo sessualmente, perché no?

Una sera qualunque, l’ennesimo cocktail dell’alta società in compagnia della moglie; aspiranti scrittori, giornalisti e critici bofonchiavano a bocca piena discutendo delle ultime novità editoriali. Pablo si avvicinò al buffet e, mentre si serviva, captò una discussione tra un uomo e una giovane donna.

- Hai saputo di Ernesto? – gracchiò l’attempato omosessuale – Dicono che abbia trovato l’uccello del paradiso!
- Che dici, sciocco – disse lei – non si era ‘ritirato’a vita monastica?

- Sembra che i monaci lo annoiassero; ora frequenta ‘La Playa’ e pare se la spassi con dei ragazzoni che nemmeno tu lasceresti andare.

La smaccata curiosità di Pablo, che aveva il collo proteso e il piatto sempre più pieno, fece allontanare la coppia; poco importava, visto che ormai sapeva quello che gli serviva. Con una scusa lasciò Miranda alla festa e si recò al locale con un taxi.

 Appena entrato rimase colpito dall’ambiente.

- Cosa mi aspettavo, - disse fra sé -  i ‘Village People’ con delle Drag Queen?

In una location elegante stavano single e coppie variamente assortite; il tutto in un atmosfera condita da smooth jazz e luci basse. L’ambiente era intrigante: Pablo era trasportato, di colpo, in uno dei suoi romanzi. Sentì l’elettricità scorrere sotto la pelle, l’apatia evaporare, l’eccitazione crescere. E non solo quella.

- Il Signore desidera? – chiese una cameriera nel suo abito di cinquanta centimetri quadrati.
- Sono un amico di Ernesto, – mentì Pablo – cercavo una persona.

La cameriera sorrise e lo fece accomodare a un tavolo, prendendo l’ ordinazione.

Pablo sorseggiò il drink gustando le sensazioni: gli aromi dell’ambiente, il profumo di donna e di uomo, la musica sensuale, la morbidezza della poltroncina che lo accoglieva e lo spettacolo dei corpi che ballavano.

- Disturbo? – chiese un uomo sui trent’anni – Aspetta qualcuno o posso sedermi? Io sono Felipe.

Diretto, non c’era nulla da eccepire. Pablo si trattenne dal rispondere “Tu vai benissimo, tesoro!” e lo accolse con un sorriso.

- Non disturba affatto, si accomodi.
- Non l’ho mai vista da queste parti, è con qualcuno?
- No, ma il mio amico Ernesto,  – disse Pablo, cercando di immaginare che faccia avesse il tipo che usava come aggancio – mi ha detto che qui un uomo può passare una bella serata.
- Anche una donna, in realtà – rispose Felipe – ma a ‘La Playa’ ci si incontra soltanto. Per il dopo…

Pablo pregustò di passare il resto della serata col nuovo arrivato: alto, robusto, con lineamenti eleganti. Nulla di volgare,  solo classe e feromoni. Arrossì al pensiero di ben altri attributi.

Felipe guidò l’auto sportiva verso la villa di Pablo; solo in un’occasione questi gli sfiorò la coscia, mentre cambiava le marce. Entrò in casa preda di un’agitazione sospesa, certo che la moglie fosse già sprofondata nel suo sonno chimico; sola come un isola, in quel  letto che ormai non sentiva altri suoni che i respiri notturni.

- Accomodati pure in salotto, – disse Pablo –  prendo qualcosa da bere.

Non voleva alcoolici, ma cercava un pretesto per prendere una ‘pillola blu’: non poteva permettersi figuracce, anche se, pensò, non aveva chiarito i ruoli! Preso dalla foga e dall’eccitazione non vide, mentre si precipitava verso le scale, il mazzo di rose rosse freschissime sul tavolo del salotto, con un biglietto.

Scese nella cantina, sotto la camera da letto, e cercò tra le bottiglie. Un tonfo sordo lo scosse: si voltò, ma già sapeva che la porta della cantina  era ormai chiusa. La  serratura a scatto aveva assolto il proprio dovere e non si apriva dall’interno: la tempestò di pugni e gridò, ma non ottenne risposta.

Dopo un periodo di interminabile silenzio iniziò a udire dei suoni indistinti, simili a mugolii; venivano dal piano di sopra. Per la precisione dalla camera da letto: realizzò presto che erano grida di piacere di Miranda. Durarono ore: un sottofondo indesiderato.

Pablo stappò una bottiglia di champagne  e la gustò con calma; brindò silenzioso all’occasione che lui aveva perso, ma che qualcun altro aveva colto al volo.

La mattina fu svegliato dalla domestica e richiamato alla realtà dalle sue nebbie alcoliche.

- Buongiorno signore, finalmente l’ho trovata. Sua moglie l’ha cercata fino ad ora, poi è uscita; non ho capito il senso della frase, ma ha detto che avrebbe voluto tanto  ringraziarla dello splendido regalo di compleanno.

 

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